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INSEDIAMENTO UNIVERSITARIO DI VIA TORINO A MESTRE

INSEDIAMENTO UNIVERSITARIO DI VIA TORINO A MESTRE
  • Anno 1995
  • Luogo e Area Climatica Mestre, Venezia, Regione Veneto – lat. 45º 29' N – clima temperato di costiera.
  • Progetto Architettonico: SERGIO LOS Università IUAV

  • Collaborazioni: VALERIANO PASTOR, Università IUAV di Venezia
    Coordinamento: NATASHA PULITZER, SYNERGIA Progetti; P. SALOTTO, G. SIARD, M. TREVISAN, A. VENTURATO, D. VOLTOLINA.
    Fotografie: FULVIO ORSENIGO

  • L'intervento propone la riqualifica un'area periferica di Mestre, preservando la rete stradale esistente, articolandola in due distinte reti duali, pedonale e veicolare. L'intero intervento è organizzato in una serie coordinata di piccoli blocchi (controllabili direttamente dagli uffici tecnici delle due università), per con-sentire una regolazione/correzione continua mediante feedback del processo in linea. Il progetto, applica processi di progettazione bioclimatica negli edifici e negli spazi aperti e ricompone la città per isolati con costruzioni convertibili al variare delle destinazioni d'uso.

    Il progetto persegue la valorizzazione del tessuto urbano esistente, il fronte sul Canal Salso (divenuto nel tempo un retro); gli spazi commerciali riconvertiti in modo da preservare la memoria, la predisposizione di un repertorio tipologico comprendente piante e prospetti correttamente orientati rispetto al sole; l'adozione di strategie innovative per usare luce naturale negli uffici.
    Il progetto è impostato con un programma che intende trasformare gli oggetti isolati nel verde della "città dispersa" o delle "megastrutture" moderne in un tessuto compatto, continuo e relativamente basso formato da isolati bioclimatici. Il progetto multi-scala adottato consente di perseguire un'architettura sostenibile, la cui complessità permette di integrare i vari contenuti dell'intervento: i contenuti ambientali e organizzativi del sistema e quelli costruttivi e formali della costruzione. Mentre il progetto urbanistico attuativo persegue la definizione del sistema (contenuti ambientali e organizzativi) la costruzione resta aperta all'apporto dei vari progettisti coinvolti nelle diverse fasi della realizzazione. Le proposte presentate di progetti degli edifici esemplificano l'adozione di un sistema compositivo regionale che si adatta alle aperture, distribuite in rapporto all'orientamento e alle esigenze di illuminazione interna.
    Le norme di attuazione basate su indicazioni progettuali architettoniche, non solo verbali, richiamano le ricerche volte a definire una grammatica tipologica, non tematizzano i singoli edifici ma dei tipi di segmenti urbani in cui le tipologie architettoniche sono accoppiate in funzione dei vari orientamenti, per climatizzare gli spazi interni agli edifici e anche quelli esterni dell'architettura civica.