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CASA DALLE NOGARE (EX CASA TABARELLI) - BOLZANO (BZ)

Edificio residenziale progettato e realizzato per conto di Laura e Gianni Tabarelli. Nel 2012 la casa è stata acquistata da Josef Dalle Nogare, per il quale Sergio Los la sta attualmente restaurando.

CASA DALLE NOGARE (EX CASA TABARELLI) - BOLZANO (BZ)
  • Anno 1967
  • Luogo e Area Climatica Strada Belvedere, Cornaiano, Comune di Appiano, Provincia di BOLZANO, Lat. 46°59’ nord , alt. 435 s. l.d.m gg 2649 - clima temperato freddo
  • Progetto Architettonico e DDLL: SERGIO LOS – Università IUAV di Venezia

  • Collaborazione: SYNERGIA Progetti, NATASHA PULITZER, I. Visentin.

  • Il progetto esemplifica una concezione dell'architettura che Sergio Los sta sviluppando attraverso esperienze progettuali di ricerca e di lavoro nell'Università ove insegna e nello studio. Esso propone una fase evolutiva dell'architettare come sistema simbolico. Il programma proviene da Gianni e Laura Tabarelli che intendeva portare a Bolzano un segno della allora aurorale cultura del 'made in italy' che praticava attivamente attraverso un'attività commerciale volta a promuovere l'italiana architettura d'interni. Era intenzione dei committenti incaricare Carlo Scarpa il quale, in partenza per il Canada dove doveva curare l'allestimento del Padiglione Italiano per l'Esposizione Internazionale di Montreal, consigliò di affidare il progetto direttamente a Sergio Los. Il progetto venne elaborato durante la permanenza di Scarpa nel Canadà e negli Stati Uniti, prolungata anche dall'incidente al piede subito nel cantiere canadese. La collaborazione di Sergio Los con Laura e Gianni Tabarelli prosegue dopo la costruzione della casa, disegnando anche la riqualificazione del loro negozio in viale Stazione 1 a Bolzano.


    L'originale striatura del paesaggio, segnato da filari di viti, determina la struttura compositiva di questa architettura che rende anche più eloquente il rapporto instaurato tra il nuovo edificio e i terreni circostanti secondo un preciso sistema ambientale. L'andamento dei muri, parallelo a quello delle viti, determina un campo ordinatore che permette di coinvolgere nel progetto sia gli ambienti interni che i loro prolungamenti proiettati all'esterno come stanze da vivere all'aperto. Per il suo totale inserimento nel paesaggio la casa non si percepisce da nessun punto di vista nella sua totalità, quale oggetto definito e isolato nel lotto, ma si esperisce per parti in modo seriale attraverso il tempo e il movimento.
    Le fasi del progetto possono essere articolate in diversi momenti, a partire da un'idea comune: il disegno dei lunghi muri paralleli alle curve di livello variamente organizzati per formare una specie di merlatura che fa da supporto al tetto, disegna l'apertura delle finestre e sostiene le terrazze esterne. Una prima versione aveva due tetti a sezione poligonale, resistenti per forma e sostenuti agli estremi come il Museo Kimbell di Louis Kahn. Una seconda versione riprende la geometria dei vigneti nel disegno del tetto, la versione costruita presenta un tetto più continuo. La completa interazione dello spazio interno con quello esterno si realizza aprendo le testate della casa durante i periodi caldi e creando uno spazio porticato che rimuove ogni separazione tra dentro e fuori. Il progetto si evolve modificando la copertura che viene pensata come un complesso di nastri continui mentre il disegno dei muri, seguendo situazioni altimetriche diverse, caratterizza i luoghi della vita quotidiana attraverso espansioni e contrazioni.