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PROGETTAZIONE PER UNA SEDE DELLA PROVINCIA DI AREZZO

Progetto fuori concorso

PROGETTAZIONE PER UNA SEDE DELLA PROVINCIA DI AREZZO
  • Anno 2005
  • Luogo e Area Climatica Arezzo, Regione Toscana, lat. 43°27' N, alt. 296 m.s.l.m. – clima temperato continentale
  • Progetto Architettonico: PIETRO LOS & SERGIO LOS

  • Collaborazioni: SYNERGIA: Gianluca Rosso, Titta Ganzina, Paolo Bertotti, Natasha Pulitzer, Alice Biasia

  • L'area di progetto è localizzata nella zona sud della città storica in un paesaggio periferico fortemente infrastrutturato dalla ferrovia e dalla nuova viabilità.Le vallate sono 4 (Casentino, Valdichiana, Valtiberina, Valdarno) ed ognuna ha le sue caratterisitche e il suo colore.
    Il proposito del progetto consiste nella ricerca di una tipologia architettonica congruente col nuovo modo di concepire il lavoro d'ufficio e con lo sviluppo sostenibile. Esso intende riflettere i mutamenti intervenuti nel concetto di produttività, di apprendimento e di creatività emergenti sia dall'esperienza diretta che dalle scienze cognitive. Il progetto rappresenta la graduale transizione dalla metafora cellulare dell'abitazione collettiva alla metafora della fabbrica con grandi ambiti di lavoro condivisi. Lavorare senza muri divisori (working without walls) esprime molto bene la complessità delle comunicazioni interpersonali richiesta dall'attuale organizzazione della conoscenza. Il sistema relazionale offerto dalla tipologia proposta libera il lavoro da una serie di barriere burocratiche che sprecano spazio, tempo e persone. Anche la trasparenza delle attività amministrative della Provincia migliora con questa impostazione.
    Fondamentalmente il nostro progetto mostra che quando le persone lavorano in modo più collaborativo l'ambiente "ufficio" è sostituito dall'ambiente "studio", come paradigma del nuovo lavoro. Nulla definisce quello che siamo meglio del lavoro, che ci segue dovunque, lo facciamo a casa, in macchina, in aereo. Passiamo più tempo lavorando che facendo qualsiasi altra cosa. Il lavoro forma la nostra cultura e definisce il nostro essere. Quale ambiente, ci siamo chiesti, è in grado si sostenere queste attività, di sostenere la creatività del lavoro. Immaginando noi stessi al lavoro abbiamo superato le connotazioni negative che spesso contraddistinguono gli spazi del lavoro. Il grande ambiente del primo piano, in particolare è dedicato a questa creatività del lavoro.
    L'edificio propone due letture: un segno forte e dinamico riconoscibile alla scala del paesaggio urbano; un sistema urbano complesso a livello di percezione locale, ovvero il piano terra esperito come un tessuto urbano di piazze e strade più o meno coperte e climatizzate.
    il bando, pur segnalando la possibile presenza di acqua nel sottosuolo, richiede un parcheggio interrato per 150 auto. Il progetto prevede pertanto la predisposizione di un diaframma che delinea tutta l'area dell'edifico provinciale e accoglie il parcheggio e altri locali accessori ai servizi tecnologici impiantistici e alla cucina. Prevale pertanto una struttura orizzontale, disposta su due piani, una piastra sostenuta da un sistema di pilastrature e travi più fitte al piano interrato, diradate verso le quote più alte. I pilastri sono di sposti secondo tre griglie ruotate fra loro. Le travi sono in ferro. Il solai del primo piano ha dimensioni tali da consentire di ospitare al suo interno gli impianti tecnologici di climatizzazione.